Avvisi S.Lorenzo 21.03.2021

Avvisi S.Lorenzo 21.03.2021

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo”.

Siamo di nuovo chiusi in casa. Ed è facile in questa situazione accontentarsi di vivacchiare nelle mura domestiche.

Ma, come il chicco di grano, non siamo chiamati a questo. Gesù ci insegna che anche in questo tempo è possibile vivere pienamente!

Come? Continuando a donarsi agli altri!

E forse il modo più semplice ed efficace per riuscirci è cercarli durante la giornata.

Gesù ci invita a riscoprire lo smartphone come mezzo di comunicazione e non come un intrattenimento.

Una chiamata o un semplice messaggio possono far nascere un sorriso, spesso anche in noi!

Ringraziamo Jacopo di questa sua introduzione al Vangelo della V domenica di Quaresima

Nel Foglietto degli Avvisi allegato, oltre alle letture domenicali, ritrovate altri autorevoli commenti e le notizie più importanti:

  1. L’Angelus di Papa Francesco sullo stesso brano di Vangelo, pronunciato nel marzo 2018
  2. Anche fra Giacomo ci accompagna con le sue parole all’ascolto del Vangelo; lo potrete ascoltare a questo link: https://youtu.be/SKEnwtpXIhE
  3. Introduzione dell’ora legale: nella notte tra il sabato 27 e la domenica 28 marzo entrerà in vigore l’ora legale e, a partire da domenica 28, le Sante Messe serali, sia feriali, che prefestiva e festiva, verranno celebrate alle ore 19:00
  4. Ricordiamo poi che, per favorire la partecipazione da casa, la Messa festiva delle ore 10:30 continuerà ad essere trasmessa sul Canale YouTube della Parrocchia San Lorenzo di Budrio e potrà essere seguita anche collegandosi tramite questo link: https://www.youtube.com/channel/UCnJRiAKn6o6SW-V6jlNixgQ
  5. Continua la Quaresima di Solidarietà:  siamo invitati a lasciare nella cesta in fondo alla chiesa di San Lorenzo cibi non deperibili da destinare alle famiglie in condizione di bisogno
  6. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati” (Ez 36,25) – Rito di Benedizione della mensa e della casa: in questo tempo di Quaresima abbiamo pensato di dare spazio al Segno dell’Acqua Benedetta; perciò in questa domenica 21 marzo sostituiremo l’Atto Penitenziale della Celebrazione Eucaristica con la Benedizione dell’Acqua sull’Assemblea e, al termine della Celebrazione, troverete una cesta piena di piccole boccette di Acqua Benedetta; se ne potrà prendere una per famiglia con la quale potrete voi stessi benedire le vostre case e la mensa attorno alla quale vi raccoglierete il giorno di Pasqua.

Buona Domenica e buona perseveranza nella Quaresima a tutti.

14 marzo – IV Domenica di Quaresima

Dal libro del profeta Geremìa (31,31-34)

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore – : porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore -, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.

Salmo Responsoriale (50) –  Rit.: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Dalla lettera agli Ebrei (5,7-9)

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,20-33)

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Papa Francesco – ANGELUS – 18.3.2018

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di oggi (cfr Gv 12,20-33) racconta un episodio avvenuto negli ultimi giorni della vita di Gesù. La scena si svolge a Gerusalemme, dove Egli si trova per la festa della Pasqua ebraica. Per questa celebrazione rituale sono arrivati anche alcuni greci; si tratta di uomini animati da sentimenti religiosi, attirati dalla fede del popolo ebraico e che, avendo sentito parlare di questo grande profeta, si avvicinano a Filippo, uno dei dodici apostoli, e gli dicono: «Vogliamo vedere Gesù» (v. 21). Giovanni pone in risalto questa frase, centrata sul verbo vedere, che nel vocabolario dell’evangelista significa andare oltre le apparenze per cogliere il mistero di una persona. Il verbo che utilizza Giovanni, “vedere”, è arrivare fino al cuore, arrivare con la vista, con la comprensione fino all’intimo della persona, dentro la persona.

La reazione di Gesù è sorprendente. Egli non risponde con un “sì” o con un “no”, ma dice: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato» (v. 23). Queste parole, che sembrano a prima vista ignorare la domanda di quei greci, in realtà danno la vera risposta, perché chi vuole conoscere Gesù deve guardare dentro alla croce, dove si rivela la sua gloria. Guardare dentro alla croce. Il Vangelo di oggi ci invita a volgere il nostro sguardo al crocifisso, che non è un oggetto ornamentale o un accessorio di abbigliamento – a volte abusato! – ma è un segno religioso da contemplare e comprendere. Nell’immagine di Gesù crocifisso si svela il mistero della morte del Figlio come supremo atto di amore, fonte di vita e di salvezza per l’umanità di tutti i tempi. Nelle sue piaghe siamo stati guariti.

Posso pensare: “Come guardo io il crocifisso? Come un’opera d’arte, per vedere se è bello o non bello? O guardo dentro, entro nelle piaghe di Gesù fino al suo cuore? Guardo il mistero del Dio annientato fino alla morte, come uno schiavo, come un criminale?”. Non dimenticatevi di questo: guardare il crocifisso, ma guardarlo dentro. C’è questa bella devozione di pregare un Padre Nostro per ognuna delle cinque piaghe: quando preghiamo quel Padre Nostro, cerchiamo di entrare attraverso le piaghe di Gesù dentro, dentro, proprio al suo cuore. E lì impareremo la grande saggezza del mistero di Cristo, la grande saggezza della croce.

E per spiegare il significato della sua morte e risurrezione, Gesù si serve di un’immagine e dice: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (v. 24). Vuole far capire che la sua vicenda estrema – cioè la croce, morte e risurrezione – è un atto di fecondità – le sue piaghe ci hanno guariti – una fecondità che darà frutto per molti. Così paragona sé stesso al chicco di grano che marcendo nella terra genera nuova vita. Con l’Incarnazione Gesù è venuto sulla terra; ma questo non basta: Egli deve anche morire, per riscattare gli uomini dalla schiavitù del peccato e donare loro una nuova vita riconciliata nell’amore. Ho detto “per riscattare gli uomini”: ma, per riscattare me, te, tutti noi, ognuno di noi, Lui ha pagato quel prezzo. Questo è il mistero di Cristo. Va’ verso le sue piaghe, entra, contempla; vedi Gesù, ma da dentro.

E questo dinamismo del chicco di grano, compiutosi in Gesù, deve realizzarsi anche in noi suoi discepoli: siamo chiamati a fare nostra questa legge pasquale del perdere la vita per riceverla nuova ed eterna. E che cosa significa perdere la vita? Cioè, che cosa significa essere il chicco di grano? Significa pensare di meno a sé stessi, agli interessi personali, e saper “vedere” e andare incontro ai bisogni del nostro prossimo, specialmente degli ultimi. Compiere con gioia opere di carità verso quanti soffrono nel corpo e nello spirito è il modo più autentico di vivere il Vangelo, è il fondamento necessario perché le nostre comunità crescano nella fraternità e nell’accoglienza reciproca. Voglio vedere Gesù, ma vederlo da dentro. Entra nelle sue piaghe e contempla quell’amore del suo cuore per te, per te, per te, per me, per tutti.

La Vergine Maria, che ha tenuto sempre lo sguardo del cuore fisso al suo Figlio, dalla mangiatoia di Betlemme fino alla croce sul Calvario, ci aiuti a incontrarlo e conoscerlo così come Lui vuole, perché possiamo vivere illuminati da Lui, e portare nel mondo frutti di giustizia e di pace.

Quaresima di Solidarietà – Come ogni anno siamo invitati a lasciare nella cesta in fondo alla chiesa di San Lorenzo cibi non deperibili da destinare alle famiglie in condizione di bisogno.

Calendario Parrocchiale

Venerdì 19 San Giuseppe, sposo di Maria – Solennità
Sabato 20 ore 18:00 in San Lorenzo Messa prefestiva
Domenica

21 marzo

V Domenica di Quaresima

“Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto

ore 8:00, 10:30, 18:00 in San Lorenzo Messe festive

ore 9:00 Messa al Santuario dell’Olmo

Giovedì 25 Annunciazione del Signore – Solennità
Venerdì 26 ore 17:15 Via Crucis
Sabato 27 ore 18:00 in San Lorenzo Messa prefestiva
N.B: Nella notte tra il sabato 27 e la domenica 28, entrerà in vigore l’ora legale e gli orari delle Sante Messe subiranno cambiamenti: più precisamente, da domenica 28, le Messe serali, sia feriali, che prefestive e festive, verranno celebrate alle ore 19:00
Domenica

28 marzo

Domenica delle Palme e della Passione del Signore

“La passione del Signore

ore 8:00, 10:30, 19:00 in San Lorenzo Messe festive

ore 9:00 Messa al Santuario dell’Olmo

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