Commento al Vangelo della Domenica – Ascensione del Signore

ASCENSIONE DEL SIGNORE – MESSA DEL GIORNO – SOLENNITÀ – ANNO C

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 24,46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Commento

Con l’aiuto di P.Ermes Ronchi i propongo questa breve riflessione.

Nel Vangelo di Luca l’ultima immagine di Gesù sono le sue mani alzate a benedire, nonostante il mondo lo abbia rifiutato e ucciso. E io a chi bene-dico? E quale bene ho fatto a Dio? Luca chiude il Vangelo con una sorpresa: i discepoli tornano a Gerusalemme con grande gioia, invece di sentire la tristezza dell’Amico che se n’è andato, sentono che ora sono Chiesa in uscita, al servizio dell’uomo. Signore donaci la gioia di sentirci parte di questo progetto con il sostegno dello Spirito.

Salvador Dalì nella seconda fase della sua carriera, a partire dagli anni Cinquanta, quando l’esperienza surrealista era stata sostanzialmente lasciata alle spalle, indugiò ad affrontare temi religiosi, certo reinterpretandoli alla sua maniera. Così è per la sua Ascensione, del 1958, in cui Cristo viene inquadrato attraverso una inconsueta prospettiva dal basso, potremmo dire quasi “mantegnesca” (se pensiamo al celeberrimo Cristo morto del Mantegna).

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Salvador Dali, Ascensione, 1958, olio su tela, 115 x 123 cm. Collezione Privata. 
Seminudo, Gesù ascende al cielo, con le braccia aperte come al momento della crocifissione, verso due luminescenti globi, giallo il primo e bianco il secondo, verso lo Spirito Santo, nella sua tradizionale forma di colomba, e verso una sbalorditiva figura di Dio Madre che sta per accoglierlo commossa. Ella ha il volto di Gala, amatissima sposa di Dalí nonché sua musa ispiratrice, colei che, come Beatrice per Dante, lo guida alla ricerca della Verità, che si identifica con l’Amore. È questa la prima e più emblematica delle invenzioni presenti in questo dipinto.
La seconda è data dal globo giallo, che un cuore granuloso rende simile a un atomo, che è l’essenza stessa della materia, capace di sprigionare, se scisso, un’energia potentissima, come aveva tragicamente dimostrato la bomba atomica. Nel contempo, esso ricorda anche un girasole, fiore divino per eccellenza, in quanto simbolo della venerazione di Dio, unica fonte di salvezza.

Emanuela