Che bella dichiarazione di Amore!
Sir 24,1-4.12-16 Sal 147 Ef 1,3-6.15-18 Gv 1,1-18
Se vogliamo bene a una persona facciamo di tutto per conoscerla, mettendoci in gioco superando anche le nostre paure, il timore di essere giudicati o di sentirci inadeguati. L’amore ci spinge a rivelarci, senza per questo togliere il rischio del rifiuto o del non essere accolto.
Chi ama sa trasformare “il voler bene” in gesti concreti, non vuole che le parole restino chiacchiere vuote, o scritte sulla sabbia al mare.
Il Prologo del Vangelo di Giovanni può certamente essere riletto come una dichiarazione di amore, un amore totale, che si compie nel Vangelo e giunge alla passione e alla croce.
Gesù rivela l’amore di Dio: «Dio nessuno lo ha mai visto, ma il Figlio lo ha rivelato» (Gv 1,18).
“In principio era il Verbo”: fin dal principio Dio non smette di parlarci, di desiderare di incontrarci, anche quando noi gli voltiamo le spalle.
Non c’è momento della nostra vita che Dio non ci parli in Gesù, soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo tristi, delusi, abbandonati… lontani.
Con l’anno nuovo è usanza scambiarci gli auguri, ecco allora il mio primo augurio: Ascolta colui che ti ama!
Giovanni ci invita ad ascoltare il Verbo, la Parola che diventa Luce nelle nostre tenebre, bussola che indica la direzione, quando non sappiamo dove andare.
Secondo augurio: Non cedere mai alla tentazione di credere che le tenebre siano più forti della Luce di Dio!
L’amore di Dio, che si rivela in Gesù, accetta il rifiuto e l’incomprensione (più di ogni amore umano) non solo di coloro che volutamente non accolgono la Sua parola, ma anche “dei vicini”, di coloro cioè che a parole pensano di credere.
Terzo augurio: avere il dono della Sapienza! Lasciare operare sempre la Parola di Dio nella nostra vita.
Il Signore si lascia annunciare da uomini, da profeti che diventano strumenti della sua luce, come Giovanni che annuncia Gesù, ma non ha la pretesa di sostituirsi a Lui. Troppe volte invece, incontriamo nel nostro cammino, fiaccole che pretendono di essere la luce, persone che pretendono di possedere la verità e troppo spesso si mettono al posto di Dio.
Quarto augurio: non confondere la Luce con coloro che sono chiamati a testimoniare la luce, mai confondere il messaggio con il messaggero!
Dio non ci parla da lontano: la Parola di Dio si fa carne, prende corpo, diventa sacrificio, viene ad abitare in mezzo a noi per sempre!
Eccoci allora al quinto e ultimo augurio: impegniamoci a far sì che le nostre parole, i nostri desideri e tutte le nostre promesse, si trasformino in gesti concreti, in azioni di misericordia verso i nostri fratelli.
Chiediamoci allora: Qual è il mio modo di amare e in cosa vorrei cambiare? Se provo a fare memoria dell’amore di Dio per me: per cosa vorrei ringraziarlo?
La Parola di Dio sia Luce per il nostro cammino!
Buon Anno!
IINatale_2026