Foglietto settimanale dal 22 Febbraio al 1° marzo 2026 – Prima domenica di Quaresima – anno A

Il giardino seccato. Storie di relazioni trascurate

 

Gn 2, 7-9; 3, 1-7; Sal 50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11

 

Con questi giorni di sole è facile iniziare a pensare come sistemare i nostri giardini, cosa seminare, ma anche a come evitare gli sbagli passati, il posizionare le piante, evitare i ristagni…

…un po’ come è la nostra vita dove percorsi, amicizie, amori, sono sbocciati, ma poi la sfiducia, il sospetto, la stanchezza, il dubbio che non ne valesse la pena… hanno fatto seccare

Succede così anche nella relazione con Dio: lo abbiamo incontrato, ci siamo anche entusiasmati, poi, crescendo e spesso senza un vero motivo, ce ne siamo allontanati. A volte, in momenti di stanchezza, di dolore, ritorniamo da lui, nella speranza che tutto possa ricominciare.

Forse questo giardino citato nella Genesi ci interpella su dove Dio ci invita ad abitare, ma noi forse per presunzione, ce ne siamo allontanati pensando di trovare la felicità altrove, stanchi di vedere sempre gli stessi fiori. Ma fuori da quella relazione abbiamo scoperto la nostra fragilità, e ci siamo ritrovati nudi, indifesi, ingannati dai nostri stessi ideali e per coprirci, abbiamo cercato surrogati, che ci hanno lasciato molto spesso delusi e insoddisfatti.

La tentazione fa parte della vita, non è un’eccezione, continuamente ci mette alla prova, e ci costringe a venire allo scoperto.

Anche Gesù all’inizio del suo ministero ha dovuto guardarsi dentro, decidere che tipo di Messia voleva essere ma soprattutto come stare nella relazione con il Padre: «se sei Figlio di Dio…».

Quante volte usiamo frasi «se tu fossi…se mi volessi bene…se tu mi capissi…» nel tentativo di “tirare” gli altri a entrare nelle nostre attese… forse anche noi ogni tanto diventiamo dei diavoletti.

Prima provocazioneforzare la realtà: le pietre sono pietre e non si mangiano!

Quante volte invece cerchiamo affetto e consolazione dove non ci possono essere? Il risultato è quello di restare delusi, frustrati, arrabbiati con il mondo perché la realtà resta quella: la pietra resterà sempre una pietra!

Gesù non altera la realtà: il vero pane, verrà da Dio, al momento giusto. Possiamo avere il potere di costringere le persone a stare dentro una relazione anche se quello non è il loro bene, possiamo costringere la realtà a rispondere ai nostri interessi manipolando e abusando, ma questo ci rende persone incapaci di accogliere e rispettare la realtà per quello che è.

Seconda provocazionenon fidarci dell’altro: dimostrarmi il suo amore! Chi ama veramente non ha bisogno di prove. L’amore chiede fiducia, rischio, consegna, non provoca. L’amore non ci aspetta al varco, e nemmeno sta col dito puntato in attesa dell’errore dell’altro. L’amore non recrimina sui silenzi e sulle assenze, ma bensì ringrazia per tutte le volte che l’altro c’è stato.

Terza provocazione – se mi adorerai…tutti questi Regni saranno tuoi. È la tentazione del compromesso con il male. L’ho fatto a fin di bene! Non esistono bugie a fin di bene! Gesù non indora il suo messaggio, non percorre scorciatoie, non rinuncia alla fatica, alla sofferenza, alla croce. Il male ci illude, ci promette felicità infinita ma, prima o poi ci chiede il conto.

Il cammino di quaresima ci apre alla lotta spirituale. Certamente la vita tante volte ci prova, tante volte ci confondiamo, sbagliamo, spezziamo le relazioni, usciamo sbattendo la porta, ma Gesù non ci lascia mai soli, è sempre con noi.

«Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3, 20)».

Chiediamoci allora: Quali sono le dinamiche che di solito mi portano a rompere le relazioni? Qual è il cammino di conversione che voglio intraprendere in questo tempo di quaresima?

 

IQuaresima_2026

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