Foglietto settimanale dal 29 Marzo al 7 Aprile 2026 – Domenica delle Palme – Anno A

Cose che capitano! La “Passione” nella nostra vita

Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mt 26,14- 27,66

Se ci pensiamo nel racconto della Passione di Gesù, è facile trovare molte situazioni che appartengono alla vita di tutti noi. Seguendo Gesù possiamo anche noi, trasformare quello che ci accade in un cammino di redenzione.

TradimentoQuante volte ci sentiamo traditi da chi ci è stato accanto, da ci siamo fidati, o da un’istituzione che ci doveva tutelare… Venduti da una relazione a cui abbiamo dato vita, corpo, sangue, luogo dove ci sentivamo sicuri, amati. Il tradimento parte sì da Giuda, ma poi coinvolge tutti gli altri: davanti alla minaccia e al pericolo “lo abbandonarono e fuggirono!” (Mt 26,56).

False promesse: di chi ci prometteva, difesa, tutela, amore, garanzie…

Pietro l’uomo dei proclami, alla prova dei fatti, scompare, non si fa più sentire, fa finta di non conoscerlo.

Stanchezza: i discepoli, e come accade anche a noi nei momenti difficili, si addormentano (cf Mt 26,43), o non hanno il coraggio di guardare quello che sta succedendo. Gli occhi si fanno pesanti, perché il cuore non riesce più a sperare. Tutto sembra ormai finito; le cose non sono andate come speravamo.

Processo: siamo sempre sotto processo nella vita. Gli altri, ci osservano e attendono l’occasione per colpirci, magari interpellando falsi testimoni (cf Mt 26,60): per loro importante è  vincere, avere ragione, dimostrare che loro possiedono la verità. Sono coloro che si stracciano le vesti (cf Mt 26,65), gli ipocriti, che fanno finta di essere alla ricerca della verità, ma cercano solo la loro vendetta. Si illudono di dare senso alla loro vita: condannando, e rovinando la vita degli altri, per evitare di essere messi loro stessi sotto giudizio.

Umiliazione: L’uomo cattivo gode nel togliere la dignità all’altro, e nel prendersi gioco del fratello, arrivando a cucirgli addosso una storia che non gli appartiene. La storia della passione è finita con Cristo o si ripete ancora nella vita di tanti poveri Cristi?

Rimorso: Giuda vive l’esperienza del rimorso, i capi dei sacerdoti e gli anziani no (cf Mt 27,4). Prendere consapevolezza del male compiuto può essere un’esperienza con esiti molto drammatici, forse è per questo che la respingiamo, la rifiutiamo, preferendo continuare a convivere con il peccato.

Corruzione: tutto questo può accadere solo grazie a un sistema generalizzato di corruzione: uffici, tribunali, comunità, strutture di potere… la sofferenza ci colpisce quando mancano solidarietà e giustizia, e impera l’egoistica ricerca del proprio pezzo di potere.

Manipolazione: non mancano coloro che manipolano la folla (cf Mt 27,20) e farne uno strumento per conseguire il proprio interesse. Tutti devono gridare che Barabba va liberato e Gesù condannato, si usa il “potere del popolo” per far paura a chi deve giudicare.

Solidarietà: è una piccola goccia di rugiada, nella reciproca sofferenza. Non cambia nulla, ma permette di sentirci meno soli: la croce, prima o poi, cerca le spalle di ciascuno di noi.

Auto salvezza: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo (cf Mt 27,42). È la tentazione di voler dimostrare chi siamo veramente, quello che gli altri non hanno capito. Ma ne vale la pena?

Gesù ci insegna a resistere a questa tentazione fortemente presente nella vita di ciascuno di noi per vivere fino in fondo quello che siamo e ciò in cui crediamo.

Abbandono: Prima o poi arriva un momento in cui siamo veramente soli. Gesù ci insegna a trasformare l’esperienza dell’abbandono nell’occasione per abbandonarsi al Padre: qui sta il passaggio fondamentale per entrare definitivamente nella vita vera. 

Riconoscimento o rassegnazione? Qualcuno si accorgerà di quello che abbiamo cercato di custodire e di annunciare con la nostra vita? Ci deve far meditare che sia un Centurione pagano e non un discepolo ebreo a riconoscere «Davvero costui era Figlio di Dio!». (cf Mt 27,54): la croce è il luogo dove si rivela la vera natura di Gesù.

Rassegnazione e l’alternativa al riconoscimento, è il metterci una pietra sopra e non pensarci più. Giuseppe d’Arimatea, è coraggioso, si compromette, pur di prendersi cura del corpo morto di Gesù; ma vive nella consapevolezza che è tutto finito e non c’è più speranza: rotola una grande pietra e se ne va (cf Mt 27,60). Maria Maddalena e l’altra Maria erano lì, sedute di fronte al sepolcro… coltivando forse un piccolo barlume di speranza

La strada della Passione di Gesù finisce qui, ma per ognuno di noi c’è ancora un’altra stazione, un ulteriore passo che Dio vuole farci percorrere.

Vogliamo continuare a vivere nel nostro solito tram tram oppure siamo disposti a spalancare il cuore all’agire di Dio? Dio ha sempre, per ciascuno di noi, un’altra stazione! 

Chiediamoci allora: ho ritrovato dinamiche della passione di Gesù nella mia vita? Qual è la strada che il Signore mi sta facendo percorrere per camminare verso la risurrezione?

Palme_2026

SCARICA PDF