Foglietto settimanale dal 31 Agosto al 7 Settembre 2025 – XXII Domenica T.O. – Anno C

Perché lui e non io? È un’ingiustizia però!

 

Sir 3,17-20.28-29   Sal 67   Eb 12,18-19.22-24   Lc 14,1.7-14

 

 

La vita già dall’inizio è una corsa ad arrivare primi; da sempre siamo educati a cercare di essere non migliori, ma i migliori. Purtroppo sono molti che nutrono la propria stima sulla base dell’approvazione e del giudizio degli altri; sempre più di frequente assistiamo a una sfrenata corsa alla visibilità; a trovate originali pur di essere notati… in qualunque modo cerchiamo di dimostrare a noi stessi che valiamo qualcosa!

Forse è quello che ha toccato con mano Gesù andando come invitato al banchetto! Il banchetto infatti, nelle culture antiche, non era un semplice pasto, ma un vero e proprio convivio, un momento per stare insieme, magari discutere di affari, ma soprattutto un’occasione di autocelebrazione ed esercitare il proprio potere.

Diventava quindi occasione di ritrovo tra pari, una sorta di lobby, di circolo privato, tanto che la posizione che si occupava a tavola (generalmente distesi su un divano a tre posti) serviva a dare maggiore o minore dignità. Maggiore per chi sedeva al centro, poi chi stava alla destra e alla sinistra e stranamente non mancavano anche allora, mormorazioni, critiche, sberleffi…

Gesù, come invitato, assume la posizione di maestro di tavola e sfrutta questa occasione per suggerisce un criterio che sembrerebbe dettato dalla prudenza, ma che invece nasconde un grande valore etico-teologico: Gesù invita a non proporsi, a non mettersi in evidenza, ma scegliere l’umiltà.

«Quanto più sei grande, tanto più fatti umile» (Sir 3,18): umile è colui che non fa dipendere il suo valore dalla visibilità e dal giudizio altrui, ma fa quello che può, stando dove la vita lo mette!

Gesù, sebbene invitato, non si dimentica chi non è stato invitato, e coglie l’occasione per insegnarci come il banchetto possa diventare metafora della festa della vita e farci crescere nell’amore.

Purtroppo è oramai consuetudine acquisita organizzare la propria vita all’interno dei solo rapporti di reciprocità, di interesse, di tornaconto, ma così facendo rischiamo di perdere di vista cosa voglia dire amare!

Gesù ci invita invece, a spostare la nostra attenzione verso coloro che non potranno ripagarci: è quando viviamo la gratuità, lo spenderci per l’altro che scopriamo l’amore!

Siamo quindi invitati a scorrere la lista degli invitati alla festa della nostra vita: ci renderemo conto se e quanto stiamo amando veramente.

 

Chiediamoci allora: Quali invitati alla festa della tua vita, hanno un posto nella mia lista? Sono uno che cerca il primo posto per essere visto o sono capace di stare dove la vita mi mette?

XXII Tempo-Ordinario_2025

SCARICA PDF