Ti cercavo nel posto sbagliato! Ciò che conta è il desiderio di cercare
Oggi Cristo è Risorto, ma per chi vive o ha portato per molto tempo il peso della sofferenza e della delusione, è faticoso vedere che è stata tolta la pietra davanti al sepolcro. Come pure per coloro che improvvisamente nella loro vita si sono ritrovati dentro un sepolcro, con una pietra messa da altri, o da eventi o vicende impensate…Per loro la luce della speranza è divenuta talmente fioca che faticano a vedere che qualcosa è cambiato.
Con la resurrezione di Cristo, la pietra dal sepolcro è stata definitivamente tolta, indipendentemente dal tempo che stiamo vivendo, o dalla situazione in cui ognuno si trova. Anche se ci sentiamo discepoli imperfetti, siamo chiamati a intraprendere il cammino, con i nostri difetti, i nostri errori ma con la certezza che Dio accompagna sempre ognuno di noi, in questo percorso di scoperta e di consapevolezza.
La liturgia del tempo Pasquale, con la certezza che la speranza ha preso il posto del peso della morte, ci presenta cammini diversi per ricominciare, e forse tra questi, possiamo intravedere quello che più assomiglia al momento che stiamo vivendo.
Maria di Magdala ha la notte nel cuore: è la donna del desiderio, che non si rassegna, ha il cuore talmente chiuso dal dolore che per lei la pietra tolta dal sepolcro, significa solamente non avere più un luogo dove piangere. È talmente concentrata sul dolore che non pensa che quel dolore potrebbe finire.
“Io cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.” (Ger 31,13) Quando il dolore e le lacrime diventano il senso della nostra vita, facciamo fatica a riconoscere che il Signore ci sta invitando ad avere speranza perché le cose possono venire trasformate.
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». La sua preoccupazione diventa punto di partenza per il cammino di qualcun altro: per Pietro e il discepolo amato che subito corrono verso quel sepolcro rimasto vuoto.
Il discepolo amato arriva per primo: Giovanni precisa “l’ordine di arrivo” per consegnarci una profonda verità: chi ha fatto esperienza di sentirsi amato, chi non si è allontanato dalla croce, è capace di correre.
Giovanni poi aggiunge: Arriva per primo ma non entra: vede, intuisce, ma non si pronuncia, ha l’umiltà di aspettare, non ha la pretesa di giudicare.
Chi cerca con vera onestà, non si erge mai a maestro!
Oggi invece siamo pieni di persone che “hanno capito tutto” che pretendono di insegnare agli altri chi è Dio, chi è Gesù, cosa è la Verità, cosa voglia dire veramente credere, come la Chiesa si deve comportare…
Anche Pietro fa la sua corsa, arriva e entra. Qualcosa certamente lo sorprende, ma è ancora troppo schiacciato dal peso del suo tradimento: ha bisogno di fare un cammino di riconciliazione con sé stesso e con il Signore. In quel sepolcro vuoto intuisce che c’è qualcosa di grande, ma non si dice ancora che credette: Pietro ha bisogno di tempo, è un uomo abituato a fare i suoi calcoli.
Stare dentro a “quel vuoto” non è stato facile per i discepoli che hanno seguito Gesù, e nemmeno lo è per noi! Chiede fatica e volontà, chiede di voler intraprendere un cammino personale, di ricerca e non smettere mai di domandarsi: dov’è Gesù?
Questo interrogativo deve animare tutta la vita di ogni cristiano: cercare e trovare Dio in tutte le situazioni della nostra vita, anche nel dolore, nella fatica, nella delusione.
In qualsiasi situazione tu sia, comincia a cercare, non stancarti, non perderti d’animo, non sei solo! Guarda quello che il Signore mette oggi nella tua vita e lasciati guidare dal profumo che ha lasciato sulla porta del tuo cuore.
La Pasqua non è un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza! Buona Pasqua!
Chiediamoci allora: cosa significa per me che la pietra è stata tolta dal sepolcro? Dove riconosco nella mia vita di oggi, la presenza del Risorto?