Foglietto settimanale dal 5 al 12 luglio 2026 – XIV Domenica T.O. – Anno A

Ma Lei lo sa chi sono io?

Le radici del conflitto!

Zc 9,9-10   Sal 144   Rm 8,9.11-13   Mt 11,25-30

 

Ascoltando le notizie che i vari telegiornali riportano ogni giorno, risulta nettamente controcorrente questo continuo riferimento all’umiltà e alla mitezza, a cui Gesù invita ognuno di noi a fare nostro.

È vero, ci sono tante guerre nel mondo ma, il fatto più preoccupante è che siamo in guerra con noi stessi.

Se dobbiamo dimostrare di avere sempre ragione, di essere i più bravi, di essere coloro che hanno capito tutto, sicuramente… non viviamo in pace. Siamo in guerra tra noi, forse perché siamo eterni adolescenti in competizione, e la violenza è diventata la cifra di questo tempo!

L’uomo, anziché crescere imparando a gestire gli impulsi distruttivi e facendo tesoro dagli errori di un passato (che poi tanto passato non è…), sembra dominato da una violenza dilagante, che trova il suo fondamento nella convinzione di essere migliori.

Narcisismo e odio si sono alleati in una miscela esplosiva, che non solo mina la convivenza internazionale, ma distrugge le relazioni quotidiane: da una parte troviamo i potenti che si sentono giustificati nelle loro azioni, dal consenso popolare, dall’altra parte la gente comune che prende esempio dai personaggi pubblici, caratterizzati da comportamenti belligeranti e violenti.

Pretendere di avere sempre ragione toglie lo spazio a qualunque novità, è essere bicchieri pieni, dove non c’è spazio per altro e dove… nemmeno Dio riesce più a entrare nella nostra vita. Questi sono i dotti e i sapienti di cui parla Gesù.

I piccoli sono invece coloro che non possono vivere da soli, che hanno bisogno di qualcuno che li nutra, che sono ancora capaci di accogliere con gioia le novità della vita, anche se sanno che possono essere ingannati e feriti, ma questo fa parte del gioco delle relazioni autentiche.

«…Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Il giogo nella tradizione rabbinica era immagine della legge, pesante da osservare e senza la garanzia di riuscire a non sbagliare mai.

Gesù ci invita a portare un giogo diverso, che prima di tutto è un legame: è la relazione con Lui. Forse il solco che tracceremo a volte non sarà diritto, altre volte ci saranno deviazioni ed errori, ma ciò che salva è la relazione con Lui, è la sua grazia non la nostra perfezione!

Troppo spesso ci sentiamo stanchi perché incapaci di accettare la nostra debolezza e troppo orgogliosi perché vogliamo nascondere la nostra fragilità e ci vergogniamo nel riconoscere che possiamo anche sbagliare. Dio non cerca dei perfetti, cerca degli innamorati, delle persone che si fidano e si affidano a Lui!

Paradossalmente troviamo ristoro se cresciamo nella mitezza, nell’umiltà, nell’imitare il cuore di Cristo. Chi è mite non spreca energie nel fare la guerra, chi è umile non passa tempo a cercare di dimostrare di essere migliore, e non si affatica nel tentativo di mantenere ferma la maschera che indossa.

Se ci guardiamo intorno, vediamo per lo più persone stanche e oppresse, ma noi come stiamo?

Se nel cercare di seguire Gesù ci accorgiamo di essere stanchi e oppressi, forse è doveroso fermarsi e verificare quale giogo stiamo veramente indossando.

Chiediamoci allora: nella mia vita mi sento una persona violenta o mite? Quali sono, i motivi della mia stanchezza?

XIVTempo_Ordinario_2026

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