Questa volta non la passa liscia…
Adesso ci penso io
Ez 33,1.7-9 Sal 94 Rm 13,8-10 Mt 18,15-20
Quando qualcuno sbaglia con noi, di solito tendiamo a chiuderci e meditare la vendetta…
Ma perché non trasformare questa tensione in un tempo favorevole, cercando di costruire percorsi di riconciliazione che fanno bene a noi stessi, in primis, ma anche alla comunità, perché quando una relazione di spezza, il male si riversa in tutti gli angoli della vita.
Il conflitto fa parte delle relazioni umane, ma può diventare occasione di crescita, perché evidenzia una crisi nella relazione ma soprattutto ci dice che non si può andare avanti così.
Diversamente il rischio è cedere al giustizialismo, spendendoci per dimostrare agli altri che noi siamo insospettabili, siamo dei bravi ragazzi che non sbagliano mai…
Gesù ci invita ad aiutare, chi ha sbagliato a prendere consapevolezza del suo errore, senza demolirlo, ma aiutandolo a ritornare nella comunità attraverso un percorso a tappe.
– salvando la dignità dell’altro incontrandolo e guardandolo negli occhi con la volontà di chiarirsi amichevolmente
– chiedendo aiuto ad altri, nel caso non si renda conto del suo errore: non per accusarlo ma per costruire un cammino di riconciliazione, attraverso persone che hanno a cuore il bene della comunità.
– portando la relazione davanti alla comunità per presentare le conseguenze del conflitto ed evitare che la persona scelga di mettersi fuori dalla comunità… e finendo tutti per perdere!
Essendo più facile sfrondare i rami che prendersi cura dell’albero, la moda del giustizialismo purtroppo oggigiorno va per la maggiore. Ma è la comunione nella comunità che crea lo spazio per la presenza di Dio. Siamo comunità unite, che pregano, che tutelano e costruiscono la comunione?
Chiediamoci allora: sono una persona che costruisce comunione o cerco di farmi giustizia in tutti i modi? Concedo tempo a chi ha sbagliato nei miei confronti o parto subito all’attacco?