La vita non è un mercato!
Ez 47, 1-2.8-9.12 Sal 45 1Cor 3,9-11.16-17 Gv 2, 13-22
Una delle prime cose che i bambini disegnano è la loro casa, probabilmente perché è il luogo dove vivono e la identificano con la vita stessa. La casa è lo spazio delle relazioni e per i bambini diventa a maggior ragione, il simbolo delle relazioni che vivono all’interno della casa.
Ma noi adulti se dovessimo disegnare la casa come immagine della nostra vita: come sarebbe? Una casa col camino acceso ad indicare che è accogliente, che dentro c’è vita, c’è calore; oppure una casa blindata per dire che non c’è spazio per presenze estranee nella nostra proprietà?
Questa relazione tra la casa e il nostro modo di abitarla, ci può aiutare a capire l’importanza di questa festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, festa antica che ricorda la consacrazione della Basilica a Cristo Salvatore, ma soprattutto è una festa che parla di unità: la casa diventa segno di unità con il Papa, proprio come il corpo che non ha delle membra isolate, ma unite tra loro.
Il fondamento di questa immagine sta nelle parole che Gesù utilizza per parlare di se stesso: «Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”» (Gv 2,19).
Il Tempio ricostruito da Erode, (e che verrà poi distrutto dai Romani qualche decennio dopo) diventa immagine del corpo di Gesù che si lascia distruggere per amore, ma che risorge dalla morte. È la dinamica pasquale che riviviamo ogni volta che la vita ci chiede di morire per amore: chi dona la vita, poi la ritrova!
Gesù è il vero centro del culto, è solo in Gesù che possiamo vivere il culto spirituale a Dio, è solo nel Figlio che possiamo incontriamo il Padre, Gesù è il vero Tempio che ci permette di pregare il Padre, ed è per questo che Gesù ci ha donato la Chiesa.
Una basilica, per quanto bella, se non accoglie la presenza di Cristo rimane vuota e inutile, come pure la casa se non vi abita l’amore.
È la Chiesa che fa passare l’acqua che risana, cioè i sacramenti e dona la grazia a chi cammina con lei: «Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà.» (Ez 47,9).
Ma come Chiesa siamo fedeli a questa vocazione, oppure cediamo alla dinamica del mercato?
Il nostro essere nella Chiesa, il nostro vivere il servizio nella comunità, il nostro annunciare il Vangelo, è per portare a Gesù Cristo i nostri fratelli?
Non è che ci comportiamo come dei cambiavalute… 10 candele = una Grazia…
…non è che stiamo utilizzando le cose di Dio per un contraccambio legato solo ai nostri interessi personali?
«Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.» (cf 1 Cor 3,16)
Noi siamo tempio di Dio e lo Spirito abita in noi!
Chi trasforma la propria casa in un mercato, non si farà certo scrupolo a trasformare in un mercato la casa di Dio!
Chiediamoci allora: in che condizioni è la casa che rappresenta la mia vita? Come vivo la mia appartenenza alla Chiesa?
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