Il presepe al tempo del Covid

Il presepe al tempo del Covid

Il 29 novembre segna l’inizio del periodo di Avvento che culminerà nella Messa della notte di Natale del 24 dicembre.

Questo tempo è scandito da quattro settimane durante le quali è chiesto a tutti, ed in particolare a noi credenti, di preparare l’animo ad accogliere la venuta di Cristo.

Facendosi uomo Dio entra nella Storia dell’umanità e nella storia di ciascuno di noi. Manda un segno che non può lasciare indifferenti che è quello dell’amore incondizionato.

Un amore travolgente come quello che hanno i genitori nei confronti dei propri figli. Emana una luce di una potenza straordinaria che guida i nostri passi quando non riusciamo a vedere la strada che è davanti a noi. Illumina la via giusta per la nostra vita. Cristo è anche una bussola che ci dà la giusta direzione quando nella nostra quotidianità viviamo situazioni complesse: familiari, di amicizia oppure lavorative.

Tutte queste cose possono essere espresse con il termine speranza perché a quell’evento noi affidiamo il desiderio di un cambiamento, di una vita nuova.

Viene da pensare che proprio in anno difficile come questo lasciarsi abbracciare dall’affetto di Cristo sia ancora più necessario.

La nostra comunità budriese, l’Italia e l’intero mondo sono stati colpiti da un evento che abbiamo conosciuto soltanto nei libri di storia e che francamente pensavamo non avrebbe mai riguardato il nostro tempo.

Il virus è entrato nella nostra quotidianità privandoci di tante piccole cose che abbiamo sempre pensato scontate: gli abbracci con i familiari, le uscite con gli amici, le visite nei musei e tanti gesti che riguardano ciascuno di noi singolarmente.

Ha permesso però di mettere una pausa alla vita frenetica dei nostri tempi inducendoci compiere un lavoro interiore, in modo più o meno cosciente, per capire effettivamente quali sono le cose fondamentali nella propria vita e che se alcune cose vengono rimandate al giorno dopo in fin dei conti non succede nulla.

E’ emerso un grande senso di solidarietà perché tutti hanno fatto qualcosa per aiutare gli altri: pensiamo a tutto il personale sanitario, veri e propri angeli custodi della nostra salute, alle forze dell’ordine, a chi lavora nel mondo dell’alimentare perché non ci hanno mai fatto mancare il cibo sulle nostre tavole, tutte quelle categorie che, seppur mai citate, hanno continuato a garantire i servizi essenziali e tutti coloro che sono sempre rimasti a casa, anche dovendo chiudere le proprie attività, per tutelare la salute degli altri e la propria.

Ciò non può essere il frutto del caso ma è il segno tangibile della presenza di Dio nella nostra comunità. Presenza che nel periodo di Avvento si manifesta materialmente nei presepi che vengono realizzati nelle case e nelle nostre parrocchie.

Purtroppo quest’anno i nostri presepisti non potranno realizzarlo per ovvie ragioni.

Non vogliamo lasciare però la nostra chiesa senza presepio.

Per questo motivo lanciamo un invito alla sua realizzazione a tutta la comunità budriese.

Chiediamo perciò a tutti, durante tutto il periodo dell’Avvento e fino al 6 gennaio, di portare sotto l’altare della chiesa di San Lorenzo una statuina che rappresenti sé o la propria famiglia oppure la propria attività, da mettere accanto a quelle della Sacra Famiglia.

Al fine di prevenire occasioni di contagio si invita chiunque voglia partecipare a portare la propria statuina già sanificata.

Vorremmo, in un periodo come questo, sentirci ancora più vicini con queste statuine e dire che in caso di difficoltà ci sarà un’intera comunità pronta tendere la mano.

Ed auguriamo a tutti voi ed alle vostre famiglie di vivere intensamente questo periodo di Avvento, di attesa del Natale.

p. Antonio, p. Sergio ed il gruppo liturgico

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