Sant’Antonio Maria Pucci: un frate parroco

Il 12 gennaio, la famiglia dei Servi e delle Serve di Maria (frati, suore, monache di clausura, ordine secolare, istituti secolari, diaconie,…) celebra la memoria di una delle sue più recenti figure di santità: fra’ Antonio M. Pucci.

I primi anni e la formazione

Nato a Poggiole di Vernio (Pistoia) nel 1819, in una famiglia di contadini, venne battezzato con il nome di Eustachio. Avviato agli studi dal parroco del paese, nel 1837 – durante un pellegrinaggio al santuario di Boccadirio – scoprì il desiderio di diventare religioso in un Ordine particolarmente dedicato alla Vergine. Lo stesso parroco, quindi, decise di avviarlo verso l’Ordine dei Servi di Maria: entrò nel convento della SS. Annunziata a Firenze, e ricevette il nome di Antonio. Inviato, poi, a Monte Senario per svolgere la propria formazione teologica, all’età di 25 anni emise i voti solenni e venne ordinato presbitero. Erano anni particolarmente difficili per l’Ordine: dopo la chiusura dei conventi e la dispersione dei frati a seguito delle leggi napoleoniche di soppressione, i Servi di Maria stavano cercando di “ricostruirsi” e riprendere a vivere secondo la propria identità.

Il servizio pastorale

Pochi mesi dopo l’ordinazione – siamo nel 1844 – fra’ Antonio venne inviato a Viareggio, come vice-parroco della parrocchia di S. Andrea. Tre anni dopo venne nominato parroco della stessa parrocchia, incarico che ricoprì fino alla propria morte. A causa della esile costituzione, la gente lo soprannominava “il curatino”.

Nello svolgimento del proprio impegno parrocchiale, fra’ Antonio fu particolarmente attivo nel servizio per i bisognosi. Durante l’epidemia di colera del 1854-1855 si privò anche del sonno per assistere i sofferenti e accompagnare i moribondi. Istituì, inoltre, una colonia marina permanente per i bambini, una delle prime in Italia. Per favorire l’educazione delle giovani donne, istituì una comunità di suore mantellate dell’Ordine dei Servi.

Accanto alla risposta ai bisogni materiali, fra’ Antonio si dedicava senza risparmio al ministero della riconciliazione. Non solo spendeva in confessionale diverse ore della propria giornata, ma si portava presso le case per cercare di ricomporre le liti, e animare la pace nelle famiglie. Un tale impegno era alimentato dalla relazione con le persone della parrocchia, che egli conosceva una per una.

Il servizio ai Confratelli

Ma non era solo fuori dal convento che fra’ Antonio esercitava con dedizione il proprio ministero: dal 1859 al 1883 fu anche priore della comunità dei frati; dal 1883 al 1890 fu priore provinciale dei conventi della Toscana, impegno nel quale si confrontò con le leggi di soppressione dei conventi decise dal governo italiano. Inoltre, si impegnò per la canonizzazione dei Sette Santi Fondatori, avvenuta nel 1888.

Come faceva a spendersi in questo modo? Come poteva avere sempre energie per il suo impegno? Traeva la sua forza dalla preghiera, sia comunitaria sia personale, nella quale coltivava una stretta relazione con Dio.

La santità

Morì a causa di una broncopolmonite il 12 gennaio 1892, nel cordoglio dell’intera città. Nel 1952, Pio XII lo proclamò beato. Il 9 dicembre 1962, a conclusione della prima sessione del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII lo proclamò santo.

Nel giorno della sua memoria, noi frati Servi di Maria preghiamo in modo particolare per i nostri confratelli che svolgono il ministero di parroco. Preghiamo, quindi, in modo speciale per p. Antonio, ma anche per i parroci della nostra zona pastorale: don Alberto, don Carlo e don Gabriele.

fra’ Giacomo Malaguti

Per approfondire:

http://servidimaria.net/sitoosm/it/spiritualita/san/antonio.pdf

https://diazilla.com/doc/766576/riflessioni-su-sant-antonio-pucci

Fai clic per accedere a antonio.pdf

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