Foglietto settimanale dal 14 al 21 Aprile 2024 – III Domenica di Pasqua – Anno B

Il cammino della fiducia richiede tempo!

Quando siamo rimasti delusi da qualcuno, quando abbiamo ricevuto una notizia drammatica, quando ci siamo sentiti abbandonati da Dio, abbiamo bisogno di tempo per ritrovare gioia, speranza, fede.

Anche gli stessi discepoli hanno bisogno di tempo per ricordare quello che hanno vissuto, rileggere gli eventi recenti e arrivare finalmente a credere. La fede in Gesù non è un evento magico, un colpo di fulmine, ma è il frutto di un cammino disseminato di dubbi, di domande, di incertezze.

Nonostante le notizie relative a Gesù, Luca descrive i discepoli nell’atto di parlare, di discutere, di ragionare tra loro, senza mai presentarli come credenti che credono subito a quello che hanno sentito. Così è per noi, anche noi abbiamo bisogno di fare un cammino che non mette al riparo dai dubbi, ma che ci porta a vivere un’esperienza di incontro con il Signore.

È il Signore che entra nei nostri ragionamenti, nelle nostre perplessità, si mette in mezzo, riprende il suo posto nella comunità, perché sono le paure e i dubbi che espropriano Gesù dal centro del nostro cuore. Nella nostra vita quando siamo presi dall’angoscia, dalla tristezza, anche Gesù molto spesso ci sembra un fantasma, un ricordo, un’immagine, presente ma inefficace.

Crederlo un fantasma vuol dire pensare che Gesù non sia in grado di cambiare veramente la nostra vita: pensarlo un simbolo, un’icona cultuale a cui rivolgere preghiere e lamenti, anche se nel fondo del cuore pensiamo che tutto questo sia inutile.

Sempre Luca ci dice che il cuore dei discepoli è attraversato da molteplici sentimenti: sono sconvolti, pieni di paura, turbati, dubbiosi, ma anche che provano gioia e stupore, sentimenti che sebbene diversi e a volte opposti tra loro, si combinano insieme creando una tempesta affettiva.

Ma così è il nostro cuore, spesso attraversato da sentimenti diversi, anche nei confronti di Dio. Diventa quindi importante saper riconoscere e discernere quali sentimenti vengono da Dio e quali dal nemico, che sfrutta le nostre paure per portarci lontano dal vero bene.

Il Signore sa che abbiamo bisogno di gustare la sua presenza, di essere aiutati a riconoscerlo, per questo si fa riconoscere dai discepoli attraverso due modalità molto significative: le ferite e la condivisione.

Le ferite: perché raccontano l’amore che ha avuto per noi, come tutte le nostre ferite mai inutili in quanto sono segni di una storia d’amore. Gesù si fa riconoscere come colui che ha sofferto per me.

La condivisione: perché il mangiare insieme, è segno di familiarità, rimanda al Cenacolo luogo dove i discepoli hanno vissuto insieme a Gesù ma è soprattutto il luogo dove il Signore ha donato il suo corpo e il suo sangue.

Due segni che aprono la mente, invitano a rileggere quello che è accaduto. Gesù invita i discepoli a ricordare le parole ascoltate, il cammino fatto insieme ma soprattutto invita i discepoli di ogni tempo a rileggere la sua passione, la sua morte in croce e la sua risurrezione.

Solo attraverso questo cammino, che richiede tempo, possiamo diventare testimoni, raccontare quello che abbiamo vissuto, ed è questo il compito che Gesù affida a ognuno di noi.

 

Chiediamoci allora: dubbio, riconoscimento, testimonianza a che punto è il mio cammino di fede?

Sento efficace la presenza di Gesù nella mia vita o lo considero solo una fantasia?

IIIPasqua_2024

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