Foglietto settimanale dal 20 al 27 Settembre 2026 – XXV domenica del T.O. – Anno A

Anche oggi nessuno mi vuole!

La paura di non valere abbastanza.

 

Is 55,6-9; Sal 144; Fil 1,20c-24.27a; Mt 20,1-16

 

La vita è un po’ come stare sulla piazza del mercato, aspettando che qualcuno ci prenda a giornata. Però a volte, il tempo passa e nessuno ci vede, e quando ormai si avvicina la sera, veniamo molto spesso assaliti dall’angoscia per una giornata spesa senza aver raccolto niente.

Capita di riuscire a “venderci” a buon prezzo, ma restano troppe le volte in cui ci svendiamo, in cui abbassiamo il prezzo del nostro essere nella speranza che qualcuno ci compri…

Come sempre ci sono i più fortunati, quelli che arrivano nel momento giusto e si fanno notare, ma ci sono anche i più timidi o semplicemente quelli pigri e non mancano coloro che si lamentano in continuazione senza mai proporsi o mettersi in gioco…

Ma poi c’è anche chi, preso a giornata, si trova dentro condizioni miserevoli a volte addirittura di sfruttamento, che… pur di stare dentro la vigna qualcuno, accetta anche di farsi trattare male… ma intanto la vita passa e ci sembra di non avere trovato un senso.

Oggi Gesù ci raccontata di un padrone insolito, di un padrone diverso che cerca personalmente gli operai da mandare nella sua vigna, che non si affida a intermediari.

Esce personalmente, perché la vita di quella gente gli sta a cuore. Esce continuamente, inizialmente ogni tre ore, ma poi spezza questo ritmo: per dare la possibilità a coloro che non hanno trovato una risposta al loro desiderio di essere presi!

C’è sempre tempo, per dare senso alla vita, Dio non si rassegna davanti alla nostra paura, alla nostra cocciutaggine!

Anche se ai nostri occhi sembra che tutto sia finito, per Dio c’è sempre una possibilità.

Dio, vuole che ogni figlio possa riconoscere il valore della propria vita!

La logica di Dio non segue le dinamiche umane, troppo spesso incancrenite dentro le storie della comunità, segnate troppe volte dall’invidia che non ci fa apprezzare e godere di quello che abbiamo.

Siamo troppo concentrati su noi stessi, e portati a distruggere gli altri, ma assolutamente incapaci di godere della nostra paga.

Troppe volte viviamo di ruoli, di riconoscimenti, di primati, ma i primati non sono mai la garanzia del valore della persona, ne raccontano solo una minima parte della storia.

Possiamo anche arrivare per primi nella vigna, ma questo non vuol dire necessariamente che abbiamo lavorato in modo onesto e produttivo.

Ma allora che immagine abbiamo di Dio?  

Gesù è venuto a svelarci il vero volto di Dio: non un padrone, ma un padre, a cui interessa che ogni figlio trovi la propria strada, e sia consapevole del valore della propria vita.

 

Chiediamoci allora: Riesco a dare un senso alla mia vita? L’invidia e la competizione: quanto spazio occupano nella mia vita?

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