Foglietto dal 21 al 28 Dicembre 2025 – Quarta Domenica di Avvento – Anno A

E adesso dove vado? La fatica di decidere.

Is 7,10-14   Sal 23   Rm 1,1-7   Mt 1,18-24

 

La realtà ci chiama a prendere delle decisioni, a volte anche non facili, e non è detto che abbiamo a disposizione tutti i pezzi del puzzle. Ciò che possiamo fare è cercare di vedere bene, di prenderci (quando è possibile) il tempo necessario, evitando decisioni affrettate e cercando di valutare tutti i pro e contro che possiamo immaginare.

Anche nella nostra vita spirituale siamo chiamati a fare delle scelte, a fare “discernimento” ma ciò che rende spirituale questo processo è la preghiera, il dialogo con Dio, la consegna a Lui di quanto ci portiamo nel cuore, la certezza della Sua presenza nella nostra storia!

Ma ci crediamo davvero che Dio è dalla nostra parte, che ci spinge verso il bene, che ci vuole aiutare a raggiungere la felicità?

Questo enigma emerge anche dai versetti del profeta Isaia (il libretto dell’Emmanuele, del primo Isaia dove troviamo le profezie su Colui che deve venire a liberarci) il re Acaz ha paura, teme che il suo Regno sia cancellato dall’espansione del regno assiro, ma non per questo si fida di Dio: Dio magari c’è, ma non serve ad affrontare il nemico…

Sebbene il profeta lo invita a fidarsi e a chiedere un segno a Dio, Acaz rifiuta non per pudore o per non disturbare, ma unicamente perché non si fida. È convinto che può affrontare la minaccia da solo.

Ma anche se il Re non ha fiducia, Dio ugualmente accompagna il suo popolo nella storia, con una presenza delicata, mite, naturale, come quella di un bambino che nasce da una fanciulla.

Il Vangelo ci presenta poi, un altro processo di discernimento, che chiama in causa responsabilità e fiducia; è quello di Giuseppe, promesso sposo di Maria che deve affrontare una situazione difficile e complessa dove troviamo coinvolti elementi diversi: la legge, l’amore, la storia, la cultura… all’inizio il cuore di Giuseppe è abitato dall’oscurità ma poi arriva la luce grazie alla quale Dio lo aiuta a vedere.

Maria sua promessa sposa, è incinta, e la legge parla chiaro: Maria deve essere ripudiata, o nel miglior dei casi congedata in segreto alla presenza di due testimoni.

La giustizia però non può essere l’unico criterio nelle decisioni e Giuseppe che non è solo uomo giusto, ma anche buono cerca di attenuare la pena.

Giuseppe fa un sogno, sogno che per gli ebrei è “luogo del profondo”, dove Dio ci parla, ci illumina, ci aiuta a vedere meglio, ad andare al di là delle reazioni impulsive, abitate inizialmente dalla rabbia e dalla delusione.

Tante volte agiamo di pancia, altre volte invece ci lasciamo andare a discernimenti che non vedono mai la fine, illudendoci che la realtà possa scegliere per noi.

Giuseppe invece si sveglia e sceglie e fa come gli aveva detto l’angelo!

Quante volte capiamo quello che Dio ci suggerisce, ma poi agiamo secondo altri criteri! Dio vuole spingerci verso il bene, ma in noi c’è il peccato che vuole impedirci il cammino verso la vera felicità.

Chiunque di noi sta vivendo un suo momento della vita, chi nella notte, chi nel cercare di capire, chi nel tempo del risveglio, ma quello che è certo è che Dio è con noi, ci sta accompagnando camminando a fianco nella nostra storia e in quella dell’umanità, anche se noi molto spesso non ce ne accorgiamo.

Chiediamoci allora: Come prendo le decisioni nella mia vita: in modo impulsivo o mi prendo il tempo necessario? Quale spazio ha per me la preghiera? Dove scorgo la presenza di Dio in questo momento della mia vita?

IVAvvento_2025

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