Foglietto dal 7 al 14 Dicembre 2025 – Seconda domenica di Avvento – anno A

Cambiare! …ma perché io devo cambiare?

 

Is 11,1-10   Sal 71   Rm 15,4-9   Mt 3,1-12

 

Alzi la mano chi è favorevole al cambiamento! Se da una parte il cambiamento ci affascina, dall’altra spesso suscita in noi paura e disagio. Amiamo rimanere nelle nostre comfort zone anche quando ci rendiamo conto che non stiamo bene: preferiamo un’abitudine sicura piuttosto che una novità sconosciuta.

Ma il cambiamento fa parte della vita e in certi casi opporsi significa morire, eppure passiamo spesso la vita a difenderci invece di percorrere la strada che si apre davanti a noi.

Oggi Giovanni Battista ci invita a cambiare modo di pensare: convertitevi! (metanoeite).

Non si tratta di un invito a cambiare per il gusto di cambiare, ma di aprirci alla novità, fare spazio a qualcuno che vuole venire nella nostra vita per renderla più bella!

Con la frase «Il Regno di Dio è vicino!», Matteo ci indica che è Dio stesso che ci viene vicino, in senso temporale, e soprattutto relazionale.

Temporale in ogni momento Dio viene nella nostra vita (san Bernardo ci parla di tre venute del Signore: – nella carne; – alla fine dei tempi; – nello Spirito, perché Cristo ci continua a raggiungere nel cuore.

Relazionale Dio continuamente ci è vicino nella vita, sente quello che stiamo vivendo, e sempre ci accompagna anche nella sofferenza. Questa vicinanza è la ragione del cambiamento.

Giovanni Battista vive nella sua vita questo cambiamento attraverso gesti rivoluzionari, di rottura staccandosi dai luoghi del potere del tempo.

Si allontana dal Tempio per annunciare il Regno e si nasconde nel deserto perché deve risuonare solo la Parola di Dio (il messaggio e non il messaggero ripeteva S. Giovanni Paolo II).

Per parlare di autentico cambiamento, si spoglia degli abiti sacerdotali, (a cui aveva diritto essendo figlio di Zaccaria): se vogliamo dare forza al nostro messaggio, dobbiamo innanzitutto testimoniarlo con la nostra vita!

Si ritira nel deserto: la terra arida, richiamo della creazione (il ricominciare in modo nuovo) ma soprattutto perché è il luogo dove il popolo d’Israele ha vissuta un’esperienza fondamentale.

Battezza al Giordano luogo che per Israele richiama l’ingresso nella terra promessa…

Giovanni Battista pone il popolo d’Israele davanti a un nuovo inizio ma… come accade anche oggi, non sempre siamo capaci di vederlo!

Il cambiamento comporta sempre dei rischi e chi pretende di avere chiaro tutto fin dall’inizio, non intraprenderà mai nessun percorso di cambiamento.

Giovanni Battista stesso non ha compreso e capito tutto di Dio, ma non per questo gli ha chiuso la porta del suo cuore.

La conversione vera non è un desiderio velleitario legato alla moda di un momento o ad un’esperienza particolare, ma è bensì una maturazione profonda e consapevole un cambiamento vero, capace di trasformare tutta la nostra vita.

Ma il cambiamento assume anche tratti paradossali, a volte impossibile per un ragionamento umano, come le immagini proposte da Isaia: il lupo con l’agnello, il leopardo con il capretto, il vitello con il leoncello…un lattante che gioca con i serpenti!

L’impossibile è sempre il segno della presenza di Dio e Isaia ci invita a credere nella potenza di Dio

Convertirsi è aprire mente e cuore a questa novità di Dio che ci sembra, comprensibilmente paradossale e impossibile!

Chiediamoci allora: Dove mi sembra che il Signore mi stia chiamando a un cambiamento? Quali sono i miei modi di pensare che ostacolano la mia conversione?

IIAvvento_2025

SCARICA PDF