Ma hai visto bene? Quando la realtà non è quel che sembra
1Sam 16,1.4.6-7.10-13 Sal 22 Ef 5,8-14 Gv 9,1-41
Ma ci vediamo bene? Mi pongo questa domanda perché incontro tanta gente ultra convinta di vederci bene e soprattutto di sapere come stanno veramente le cose.
Ma la percezione della realtà non è che rischi di essere alterata dai nostri preconcetti, dai pregiudizi o dalla mancanza di tante informazioni?
Mi interrogo su questo perché molti studiosi affermano che il potere si esercita proprio attraverso un’alterazione della realtà, indotti a pensare in un certo modo e spinti a interpretare i fatti secondo una certa direzione.
E il tempo che stiamo vivendo, grazie all’avvento dell’intelligenza artificiale, e la strumentalizzazione della comunicazione, sta evidenziando tantissimo questa pericolosità.
Interessante è che nella lingua greca vedere e sapere hanno un rapporto molto stretto: il sapere è reso dal perfetto del verbo vedere, so perché e quando ho visto.
Il sapere mi rende responsabile e mi chiede di testimoniare ciò di cui ho fatto realmente esperienza.
Questa dinamica del vedere è molto evidente nelle letture di questa quarta domenica di Quaresima:
– Samuele crede di vedere l’eletto di Dio perché giudica sulla base dei suoi pregiudizi;
– la lettera agli Efesini “Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente” ci chiama a uscire dalle tenebre in cui questo nostro mondo vuole rinchiuderci.
Il Vangelo di Giovanni ci invita a scegliere:
– accettare che Cristo ci apra gli occhi per imparare a vedere meglio,
– o diventare sempre più ciechi, allontanandoci dalla verità.
Siamo tutti ciechi fin dalla nascita: abbiamo bisogno che il Signore ci apra gli occhi.
Questo vangelo ha poi un profondo significato battesimale (nei primi secoli era utilizzato dalla Chiesa per la catechesi dei neofiti) perché apre ad un cammino spirituale, ad un percorso di fede.
Quando arriviamo a vedere di nuovo, la nostra vita rinasce: Dio ci ricrea!
Con il suo gesto Gesù richiama il racconto della creazione: nel fango Gesù mette il suo alito di vita. Vedere è ricominciare a vivere, ma non toglie le difficoltà.
«Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe, che significa Inviato»! Gesù è l’Inviato, è il Figlio mandato dal Padre per salvarci.
Come ha fatto il cieco nato, anche noi come credenti siamo chiamati a compiere un cammino spirituale se vogliamo giungere a conoscere meglio Gesù:
– inizialmente dice «è un uomo che mi ha aperto gli occhi»;
– più avanti «indica Gesù come un profeta»;
– nell’incontro con Gesù, ecco la professione di fede, «Credo, Signore!»
Come sempre non mancano coloro che non vogliono accettare la realtà, per paura di dover rinunciare al loro potere, alle loro convinzioni; o chi non vuole riconoscere la realtà per non compromettersi ed è questa presunzione che ci rende ciechi. Senza dimenticarci di chi preferisce non vedere, e non diventare testimoni per paura delle conseguenze come i genitori dell’uomo cieco, chi deteneva il potere era stato categorico: chi testimoniava Gesù veniva escluso dalla sinagoga!
…e chi veniva buttato fuori dalla sinagoga perdeva tutti i diritti sociali, diventava un isolato, un condannato, gli veniva impedito di vivere.
Ma non viviamo anche noi questa dinamica quando in alcuni ambienti se esprimiamo il dissenso o un’opinione diversa da quella della community o del gruppo, siamo immediatamente buttati fuori, beffeggiati, distrutti, annientati?
Il cieco guarito è l’unico che accetta di testimoniare, assieme alle conseguenze del suo gesto!
È un uomo perduto ma Gesù lo cerca, lo trova e non lo lascia solo.
Il cammino di quest’uomo si realizza pienamente con la sua professione di fede: ora che ha sentito chiudersi la porta della sinagoga può attraverso grazie a Gesù la porta della vita.
Gesù è la nostra porta come ci dirà Giovanni all’inizio del capitolo 10.
Si potranno chiudere tutte le porte del mondo, ma se restiamo legati a Gesù la porta della vita vera, per noi rimarrà sempre aperta!
Chiediamoci allora: mi accontento di una visione superficiale delle cose o cerco di vedere meglio e in maniera autentica? A che punto è il mio cammino di conoscenza di Gesù?
IVQuaresima_2026