Foglietto settimanale dal 16 al 23 Agosto 2026 – XX Domenica del T.O. – Anno A

avanti indré la vita e’ tutta qua! (cantava Nilla Pizzi negli anni cinquanta)

Scoprire la fragilità dei confini.

 

Is 56,1.6-7   Sal 66   Rm 11,13-15.29-32   Mt 15,21-28

 

I confini sono linee guida, esplicite o implicite, che regolano il nostro comportamento e le aspettative nelle relazioni; sono essenziali per il benessere psicologico, nella vita privata e lavorativa, stabilire e mantenere confini sani rappresenta un atto di cura di sé e degli altri. Restare chiusi nei nostri confini porta sicuramente a implodere e morire, se ci pensiamo anche per respirare e nutrirci siamo chiamati ad entrare in relazione con l’ambiente esterno.

Nel vangelo di questa domenica, Gesù porta i discepoli lontano da Gerusalemme, lontano dalle loro comfort zone, dal centro del potere politico e religioso, oltre la Galilea, verso un territorio pagano, forse perché ha percepito in loro dei confini molto chiusi, che sfociano in una forte rigidità, figlia certamente della loro cultura. Rigidità che come apparirà al termine del racconto, Gesù non condivide.

I discepoli si sono arroccati su una loro convinzione: escludere dalla salvezza chi non fa parte del loro gruppo, del loro popolo, del loro clan.

Ma davanti ad una donna che grida aiuto per la figlia malata, emerge una questione di umanità! In questo caso è ancora corretto rimanere ancorati nella rigidità delle proprie visioni ideologiche?

Se ci pensiamo bene, questa donna ha varcato i propri confini, è uscita dalle proprie sicurezze, è disposta a essere umiliata pur di trovare aiuto al suo problema. Forse questa figlia oggi è l’immagine di un futuro precario e minacciato, dove, senza farsi troppi problemi si esce e si va a cercare una soluzione o forse questa donna è semplicemente disperata.

Mi soffermo su quattro atteggiamenti:

–  i discepoli chiedono a Gesù di esaudirla ma solo perché la donna è fastidiosa, li mette in crisi. Cosa penserà la gente che li vede? Non c’entra la carità, è solo questione d’immagine…

– Gesù, prima la ignora, poi la tratta male! rende evidente il pensiero dei discepoli. I pagani infatti erano considerati “cani domestici” e questa donna rappresenta, anche oggi, coloro che vengono discriminati, che fanno paura, quelli con cui (anche molti cristiani) non vogliamo avere a che fare…!

– La donna ci insegna il valore dell’umiltà disarmante. Davanti a questa offesa non si irrigidisce, non risponde con la violenza, ma trasforma l’offesa in un’arma di vittoria. «… eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni»

– Gesù riconosce il valore e la forza del suo desiderio. Emerge ora chiaramente l’insegnamento che Gesù vuole mostrare ai discepoli di ogni tempo: il valore della flessibilità e la potenza della preghiera umile e perseverante.

 

Chiediamoci allora: Sono una persona rigida o riesco a essere flessibile? Cosa sono disposto a fare per cercare quello di cui ho veramente bisogno?

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