Foglietto settimanale dal 20 al 27 Luglio 2025 – XVI Domenica T.O. – Anno C

Ciao, passavo di qua!

Scusa ma ora non posso ho tante cose da fare…

 

Gn 18,1-10   Sal 14   Col 1,24-28   Lc 10,38-42

 

A volte i fatti della vita chiedono di scomodarci, di fare un passo verso gli altri, ma molto spesso noi dribbliamo per non farci disturbare, preferendo lasciarci stordire dalla nostra quotidianità affannata e travolgente, piuttosto che aprirci alla possibilità di accogliere qualcosa di nuovo, che ci interpella, e ci mette in discussione.

Ma così facendo non corriamo il rischio di perdere l’occasione per incontrare Dio?

Quello che accade ad Abramo alle querce di Mamre, insegna che Dio arriva nella nostra vita quando non ce lo aspettiamo:

nell’ora più calda del giorno: quando tutto è fermo e non si vorrebbe essere disturbati;

in un momento di delusione: Abramo e Sara sentivano allontanarsi la speranza di avere un figlio.

Osserviamo la scena:

– Abramo è seduto sulla soglia della tenda, certamente per godere del passaggio dell’aria, ma anche perché Abramo ancora aspetta!

– Nonostante sia l’ora più calda, all’arrivo dei tre ospiti, subito si attiva, corre, ordina, organizza. Un ospite che arriva senza preavviso in quell’ora potrebbe infastidire, invece Abramo con cura si dedica a loro, come se quella visita avesse riacceso in lui la speranza.

Luca ci racconta che Gesù “rincara la dose” infatti arriva in casa di Marta e Maria non solo senza preavviso, ma addirittura con tutti i suoi discepoli.

Dal racconto sembra che sia Marta (in aramaico signora, padrona), ad ospitare Gesù, ma sebbene sia lei a dominare la scena, non si mostrerà molto attenta alla presenza di Gesù.

Anche noi, a parole, diciamo che vogliamo  accogliere Gesù nella nostra vita, ma poi le nostre priorità ci portano da un’altra parte…

Marta indubbiamente aveva altre cose da fare, probabilmente non aveva voglia di ascoltare Gesù, ma faceva fatica a riconoscerlo, eppure appena si sente messa da parte nella relazione tra Gesù e Maria, si attiva per mettere in cattiva luce la sorella accusandola davanti a Gesù di pigrizia e disinteresse.

Gesù interviene facendo presente a Marta che Maria si è scelta la parte buona, ha fatto quello che in quel momento andava fatto!

Capiamoci, Marta non ha fatto cose cattive, ma in quel momento ha dato priorità ad altre cose! Una persona prima di tutto, va accolta con l’ascolto, riconoscendo il dono della sua presenza. Le cose da offrire, segno concreto di quell’accoglienza, vengono dopo.

Questo modo di fare è molto presente sia nella nostra vita, che nelle nostre comunità.

Il bene che noi possiamo fare, sgorga come conseguenza dall’incontro con Gesù, dal sentirsi amati da Lui, diversamente diventa un attivismo sterile, infondato, se non addirittura un modo per incensare di noi stessi, che al primo momento di difficoltà ci abbandona, perché non trova le sue ragioni.

Alla fine scopriamo che è stata Maria a ospitare veramente Gesù, non Marta!

Luca non ci sta presentando due atteggiamenti in competizione o complementari, piuttosto vuole aiutarci a fondare la nostra relazione su un ascolto e un’accoglienza autentica di Gesù.

Fare cose buone per Gesù non giustifica la nostra incapacità di fermarci ad ascoltarlo.

Chiediamoci allora: Sono capace di dedicare tempo a lodare Dio e ascoltare Gesù o la mia vita di fede è fatta solo di cose da fare? Mi lascio disturbare da chi mi chiede tempo o sono sempre preso dai miei impegni?

 

XVI Tempo-Ordinario_2025

 

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