Foglietto settimanale dal 31 Maggio al 7 Giugno 2026 – Santissima Trinità – anno A

…uno per uno per uno: e così fa sempre uno!

Lo sconfinamento naturale dell’amore

 

Es 34,4-6.8-9   Dn 3,52-56   2Cor 13,11-13   Gv 3,16-18

 

Per quanto ci sforziamo di ricondurre l’amore a una definizione, qualcosa ci sfugge sempre; forse perché l’amore è fatto di relazioni, di persone che si incontrano, di cuori che si cercano e a volte si feriscono!

L’amore ci interroga sempre… l’altro mi ama davvero? …cosa posso fare per esprimere il mio amore? A volte pure ci lamentiamo…non ci sentiamo amati abbastanza…

La vita non accetta di farsi “chiudere” nei concetti, ma eccede, straborda, sconfina, è già questo ci può aiutare a scoprire qualcosa di Dio e della festa della Trinità, che è l’immagine dell’amore, è la dinamica dell’amore vero e pieno: noi siamo fatti per amare in modo trinitario!

Possibile?

L’amore è prima di tutto un incontro, anche a partire dalle proprie differenze come emerge dal testo dell’Esodo, dove ricerca e mistero si avvicinano nella misura in cui possono.

Mosè, si alza e sale verso il monte, luogo e simbolo della presenza di Dio; Dio scende nella nube, simbolo della presenza misteriosa del divino.

L’umanità sale col desiderio di andare verso Dio di amarlo sempre più; Dio scende incarnandosi, è il movimento dell’amore di chi desidera avvicinarsi all’amato: Dio scende, rinuncia, si abbassa.

L’amore lascia il segno: nelle tavole di pietra consegnate a Mosè, Dio incide la sua parola perché l’amore non si arrende davanti alla durezza del cuore dell’amato. Su quella pietra è inciso il desiderio di Dio di incontrare l’uomo nell’amore, e restare nella relazione.

«Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» aggettivi che riconducono alla pienezza dell’amore; e su questa pienezza siamo chiamati a misurare il nostro amore.

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù parlando a Nicodemo, dice: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio». L’amore è tale perché straborda, è un dare sempre; amore incontenibile tra il Padre e il Figlio che si dona fuori di sé nello Spirto Santo, espressione della dinamica trinitaria

L’Uno non può essere il numero dell’amore! Nella solitudine sentiamo che ci manca qualcosa.

Nemmeno il Due è il numero dell’amore perché questa dinamica crea competizione, o peggio ancora un amore stagnante, che col tempo lascia insoddisfatti.

L’amore vero sente il bisogno di darsi, chiede condivisione: l’amore pieno può solo essere trinitario.

La creatura e immagine della Trinità “Noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, siamo chiamati ad amare con un amore trinitario” ci ricorda Sant’Agostino.

E partendo da questa verità don Tonino Bello ne amplifica il discorso:

Non parlo di uno più uno più uno: perché così fanno tre.

Parlo di uno per uno per uno: e così fa sempre uno.

In Dio, cioè, non c’è una Persona che si aggiunge all’altra e poi all’altra ancora.

In Dio ogni Persona vive per l’altra.

Questa è una specie di marchio di famiglia. Una forma di carattere ereditario così dominante in casa Trinità che, anche quando è sceso sulla terra, il Figlio si è manifestato come l’uomo per gli altri.

L’uomo è icona della Trinità (facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza) e pertanto, per quel che riguarda l’amore, è chiamato a riprodurre la sorgività pura del Padre, l’accoglienza radicale del Figlio, la libertà diffusiva dello Spirito”

Don Tonino Bello

 

Chiediamoci allora: Come descriverei il mio modo di amare? In quali relazioni sento di vivere un amore trinitario?

Trinità_2026

SCARICA PDF