Foglietto settimanale dal 9 al 16 Agosto 2026 – XIX Domenica del T.O. – Anno A

“Mi tremano i baffi” (Topo Gigio)

Cosa succede quando abbiamo paura.

 

1Re 19,9.11-13   Sal 84   Rm 9,1-5   Mt 14,22-33

Penso che più o meno a tutti, sia capitato di attraversare periodi di forte tensione, di preoccupazioni, di vivere la sensazione di sprofondare, e non trovare nessun appiglio per evitare di continuare a precipitare…

La paura, è un campanello d’allarme che certamente va ascoltato, perché molto spesso, rischia di deformare la realtà, di ingigantire gli ostacoli, di mostrarci le cose in modo distorto, o peggio ancora spingerci verso comportamenti irrazionali.

Questo succede anche nella vita spirituale: facciamo molta fatica a credere nella presenza di Dio, arrivando addirittura a mettere in dubbio la sua azione efficace nella nostra vita.

Questa dinamica la possiamo trovare anche nelle letture di questa domenica.

– Elia ha paura, si nasconde in una caverna, si sente perseguitato, incompreso, abbandonato da tutti; desidera addirittura morire, ma il Signore l’aiuta a rialzarsi, affidandogli un compito, ma… mentre cammina verso l’Oreb, eccolo ripiombare nel buio del dubbio.

Elia fatica a ritrovare nella sua vita la presenza di Dio e proprio per questo, il Signore lo invita a uscire dalla caverna: Dio vuole essere cercato!

Elia ci insegna che Dio non è dove lo si è sempre cercato, nel vento, nel fuoco, neppure nel terremoto, (visto che è un Dio potente) ma Dio si trova sempre in un’esperienza nuova, inattesa “il sussurro di una brezza leggera”.

Per trovare Dio bisogna fare silenzio, mettersi in ascolto e soprattutto, uscire dalla caverna in cui per paura, noi ci siamo rinchiusi.

– La paura dei discepoli: il mare in tempesta è diventato molto spesso l’immagine del viaggio della nostra vita, dove ogni giorno sfidiamo la paura di morire, o di non farcela… la notte, le onde tumultuose, l’acqua che comincia ad entrare nella barca, il vento contrario… richiamano le cose che non vanno come ci saremmo aspettati. E poi c’è la paura che ci prende quando siamo costretti nelle difficoltà, a guardarci dentro!

I discepoli hanno appena gioito del miracolo dei pani e dei pesci ma di fronte al mare in tempesta, si dimenticano subito della presenza di Dio nella loro vita. I cuori si sono svelati non pronti, non credono ancora in Gesù: pensano a un fantasma, o a una presenza inefficace.

E noi che posto diamo a Dio nella nostra vita?

“Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.” Chissà perché a volte il Signore ci lascia nella prova più a lungo di quanto vorremmo, ma solo lui sa perché!

Gesù non si nasconde mai, e sempre si prende cura dei discepoli ma per vincere la paura devono semplicemente fidarsi! Pietro accetta di buttarsi, chiede di poter camminare anche lui sulle acque: avendo sguardo fisso su Gesù, si accorge che può vincere la sua paura, ma quando distoglie lo sguardo da Cristo, comincia a sprofondare ma… se con fede gridiamo al Signore, Egli ci salva, afferrandoci la mano e tirandoci su.

Nel Vangelo di Matteo troviamo due invocazioni che stanno alla base del nostro vivere la fede e che devono accompagnare tutta la nostra vita: “Signore, salvami!”, “Tu sei veramente il Figlio di Dio!”.

Per affrontare le nostre paure anche noi dobbiamo semplicemente di fidarci di Dio, uscire dalla “nostra caverna” e mettere il piede fuori dalla barca.

Chiediamoci allora: Come affronto i momenti in cui ho paura? Credo che Dio sia una presenza reale nella mia vita o solo un fantasma?

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