Foglietto settimanale dall’8 al 15 Febbraio 2026 – Quinta domenica T.O. – Anno A

Ma che sapore ha una vita mal spesa?

Una giornata uggiosa- Lucio Battisti – 1980”

Il rischio di una vita senza sapore

 

Is 58,7-10   Sal 111   1Cor 2,1-5   Mt 5,13-16

 

Per entrare nel vangelo di questa domenica è utile ripartire da quel “Beati voi” presente alla fine delle beatitudini, dove emerge tutto l’amore di Gesù: un amore che vuole scuoterci per dirci di non sprecare la nostra vita.

Come era al tempo di Gesù, così è anche per noi: ogni giorno siamo chiamati a lottare contro la fatica, la stanchezza, talvolta la persecuzione, contro l’ingiustizia, la cattiveria e il rischio di lasciarsi andare di gettare la spugna, di buttare via la vita è sempre incombente.

Passiamo la vita, a lamentarci di ciò che non va, a elemosinare briciole di bene, come se non avessimo il diritto di essere amati veramente; ci lasciamo bloccare dalla paura e spesso non accettiamo più di rischiare per i nostri desideri.  

Ma allora qual è il senso di questa vita?

Gesù ce lo spiega attraverso due immagini forti e significative: il sale e la luce; due immagini che portano l’amore oltre i confini del nostro io: sale della terra e luce del mondo. Espressioni insensate? Accostamenti audaci? Assolutamente no: ci dicono l’esagerazione dell’amore che si diffonde.

Il sale serve per dare sapore: a cosa serve oggi la tua vita?

La sapienza è la capacità di dare sapore alla vita, di trovare in ogni cosa e in ogni momento il gusto di vivere.

Una vita senza sale è una vita senza sapore, ed è così anche per una vita senza senso!

Certamente serve la misura: il sale infatti va dosato nella quantità giusta e… anche l’amore ha bisogno di prudenza, proprio come il sale! L’esagerazione non sempre è il segno della sapienza.

Altra peculiarità è che il sale nel dare sapore scompare… il vero amore non è mai ingombrante, non cerca visibilità. Chi ama cercando riconoscimenti o gratificazione, probabilmente non ama veramente. (Grazie infinite per le tante esperienze di amore vero, invisibile, speso nel servizio a persone anziane, malate, in difficoltà che stiamo incontrando durante le benedizioni pasquali).

Inoltre il sale fa la differenza: una cosa è gustare un cibo con la giusta quantità di sale, un’altra è un cibo senza sale! L’amore vero trasforma la realtà in cui entra e si diffonde. Noi cristiani siamo chiamati a fare “questa” differenza, a trasformare le realtà che abitiamo.

Non ultimo, lo scopo del sale è fuori di sé, non si mangia da solo, ma serve a dare sapore ad altro, affinché qualcuno possa gustare ciò che mangia… così è l’amore che non è mai chiusura nel proprio io.

Sale della terra e Luce del mondo”: anche la luce è immagine dell’amore che si dona! La luce illumina, fa vedere la strada, i pericoli, agevola il viaggiare verso la meta.

La vita ha senso quando è vissuta per qualcuno.

La luce è immagine dell’amore perché, come una lampada a olio, per illuminare si deve consumare.

Le beatitudini, ci insegnano che siamo felici quando impariamo a vivere come il sale e la luce.

Nella cultura giudaica, la luce richiamava la Legge, che dava stabilità e illuminava la vita del credente, con l’incarnazione ora è Gesù la Luce vera a cui ogni credente deve guardare e far risplendere nella sua vita.

E noi, dove mettiamo la vita, che ci è stata consegnata? La facciamo splendere o la copriamo per paura? Anche se a volte sono gli altri che vogliono oscurarci per paura della nostra luce: non gettiamo la spugna! ma gridiamo a Dio il nostro desiderio di continuare a splendere.

perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

Quest’espressione con cui Matteo termina non rimanda ad un “bene moralistico”, ma chiama a rendere gloria alla bellezza dell’artista, al progetto del Creatore al “Padre vostro che è nei cieli

Col nostro agire, seppur segnato da insuccessi, difficoltà, tradimenti, siamo chiamati ad essere artisti, artigiani di bellezza, per far risplendere attraverso noi la bellezza e l’amore di Dio per tutti gli uomini.

 

Chiediamoci allora: sto cercando di dare sapore nei contesti in cui vivo? Con la mia vita porto luce, mi nascondo, o peggio ancora mi sto spegnendo?

VTempoOrdinario_2026

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